giovedì, ottobre 29

Domani...

DOMANI è un giorno importante.

In queste due settimane sono stata vittima di momenti di estrema gioia e istanti di profonda angoscia. Ci sono stati annunci scottanti, verità pesanti, colpi bassi a più riprese e tutto ciò credo che mi abbia messo particolarmente alla prova. 
Ho pianto e gridato. Sbraitato e riso. Corso e danzato.
Mi sono sentita sollecitata a muovermi, a non lasciarmi travolgere dagli eventi e cercare di reagire. Ci ho provato: sì, l'ho fatto. E mi pare di poter dire che i risultati ottenuti sino ad ora siano discreti. Mi sento spossata, ma soddisfatta. 

In compenso ho ricominciato a fumare. E devo smettere assolutamente.
E ho pure una fastidiosa tachicardia che mi accompagna durante la giornata. 
Ma sto BENE. Sono pienissima di impegni e mi sembra di non avere più tempo per me, più spazio mentale.
Però domani è un giorno importante.

Domani inizierò un nuovo lavoro!
Temporaneo.
Si andrà ad aggiungere al marasma di cose che già faccio, ma ne sono entusiasta al solo pensiero. Sarà che lo sogno da quando ero bambina...sarà che ci so fare in queste cose...sarà che...sarà che mi sento un pò FELICE

L'ansia è tornata e le crisi di nervi pure. Ma le cose stanno andando nel verso giusto. E io sento di avere la forza di poterle affrontare. Di poter combattere e di riuscire a contenere i momenti di sconforto. Sarà solo un'impressione, forse. Ma non importa. E' bello sentirsi così!

Da domani qualcosa cambierà.
Sì, da DOMANI...

Vi abbraccio,
Rossana

martedì, ottobre 20

La nuova ME...

Torno ora. Dopo tanto tempo, dopo tante cose.
No, non me ne sono andata. Non è ancora arrivato per me il momento di lasciarvi e chiudere questo blog.
Ci SONO.
Finalmente lo scorso mese mi sono laureata, con pieni voti e lode, così come si usa dire. Un grande successo, una grande gioia e un'immensa soddisfazione. La discussione di tesi è stata impegnativa, emotivamente densa, ma sono uscita da quell'aula con una grande forza. La forza di chi ce la stava facendo, la forza di chi aveva vinto.
Ho adorato e odiato i giorni che sono seguiti. Li ho amati, profondamente, al punto che sono per me ricordi dolci e indelebili dell'affetto di tante persone che mi sono state vicine, che mi hanno appoggiato, sostenuto, abbracciato. Di tante persone che hanno condiviso con me la mia spensieratezza e la mia voglia di rinascita.
Ho amato le feste, le cene, i confetti e le bomboniere. I regali: tanti, pensati per me, donati col cuore. Sì, ho amato tutto questo. Ho adorato stare con la gente. Strano per una che fino a ieri se ne stava sempre sola, sempre presa nei propri pensieri e indaffarata nei propri progetti.

Li ho odiati, quei giorni. Odiati perchè hanno visto la morte di me. Di una parte della mia vita che si è conclusa lasciandomi in balia di una libertà angosciante e tragica. Di quella parte di me schematica, metodica, impostata, scandita di esami e libri, studio e ripasso, lavoro e riposo.
Detestati perchè tra la gente mi sono dovuta riconoscere. Ho realizzato quanto questi ultimi mesi mi abbiamo cambiata, quanto questo concentrarmi costantemente su me stessa mi abbia in realtà spersonalizzata, allontanata dalla mia identità. Sono diventata una bella barbie, una bambolina, una stronza con la puzza sotto il naso.

Poi sono partita.
Per il mio viaggio.
Il regalo tanto atteso e sognato a lungo. L'ho fatto con angoscia. Quell'angoscia profonda che ti prende quando sai che lì finirà la tua storia d'amore. Sì. Finirà e tu non potrai fare nulla perchè questo non accada.
Così è stato.
Io e Amore ci siamo guardati e ci siamo detti "siamo scoppiati, è finita".
Ci siamo sputati in faccia tutta la rabbia, il rancore e il risentimento di questi mesi. Mesi di facciata, mesi in cui le nostre parole erano vuote, i nostri sorrisi privi di gioia, i nostri abbracci densi di ipocrisia. Ci siamo rinnegati per poi amarci ancora.
Di un amore nuovo e autentico.
Lì ci siamo conosciuti.
Ci siamo frequentati.
Ci siamo innamorati.

Ora ci siamo, ancora. Insieme ma diversi.
E il nostro viaggio è stato un sogno. Un sogno stupendo nel Paradiso del mondo. Cullati dalla bellezza della natura e viziati da noi, dal nostro ESSERCI
Finalmente.
Mi sono sentita VIVA e MORTA. Bella e orrenda. Forte e debole. Vincente e perdente. Ho mangiato e digiunato. Amato e odiato. Corso e dormito. Riso e pianto.
Ho VISSUTO.

E ora?
Sto lavorando su me stessa. Voglio scoprirmi. Sono certa di non sapere ancora chi sono davvero, e, al tempo stesso, estremamente curiosa di conoscermi.
Vorrei anche costruirmi. Solo un poco. Giusto per non perdermi di vista. Non di nuovo. Non ancora. Vorrei vivere. A modo mio, forse. Ma vivere davvero.

Vi abbraccio,
Rossana